I ricci di mare, tanto piccoli quanto fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi marini
Se ne contano circa novecento specie, diffuse in tutti i mari e gli oceani del pianeta. Dove svolgono una funzione fondamentale negli equilibri di tutti gli habitat marini. Sono i ricci di mare, organismi tanto piccoli quanto complessi, che in centinaia di milioni di anni sono stati capaci di adattarsi alle più diverse condizioni di vita in natura, ma che si dimostrano molto sensibili ai cambiamenti climatici e, avendo un dermascheletro calcareo, alla crescente acidificazione degli oceani. Senza contare gli effetti del prelievo indiscriminato a uso alimentare sulle popolazioni più esposte e in regressione.
Quando esce bianco grigiastro dall’uovo, le zampette palmate sono già rosa.
L’elemento che più lo distingue anche all’occhio meno esperto, tanto da entrare nel suo nome comune, è un ciuffo di penne ricurve sul capo che fa parte della livrea nuziale del maschio.
Il volo è lungo e impegnativo, la ricerca spasmodica. Ogni giorno, quando il colore della notte lascia spazio al primo chiarore dell’alba, fino al calar del sole che inonda d’oro la superfice del mare.
Se non fosse sempre in movimento, mentre esplora la battigia con il lungo becco alla ricerca di cibo, la livrea e le dimensioni renderebbero impossibile distinguerlo nella distesa di sabbia.
Negli anfratti rocciosi dell’isolotto di Vivara, selvaggi e riparati, possono nidificare indisturbati e contribuire alla sopravvivenza della loro specie, tuttora in pericolo.
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